
I rifiuti sanitari e derivanti da attività o prodotti farmaceutici sono classificabili in modi diversi in base, anche, al grado di pericolosità e al rischio infettivo e pertanto devono essere trattati, in fase di smaltimento, da ditte specializzate come la Nieco che è esperta anche nello smaltimento di rifiuti speciali a Roma.
Classificazione dei rifiuti sanitari
I rifiuti sanitari si classificano come:
- Rifiuti non pericolosi;
- Rifiuti sanitari assimilati a rifiuti urbani;
- Rifiuti pericolosi non a rischio infettivo;
- Rifiuti pericolosi a rischio infettivo;
- Rifiuti sanitari che richiedono specifiche modalità di smaltimento.
Cosa sono i rifiuti sanitari non pericolosi
Si possono classificare come tali i materiali metallici non ingombranti e ingombranti, il vetro per farmaci e soluzioni (privi di aghi), i gessi ortopedici. Il codice CER di questi rifiuti è il 180104 e il 180101 per gli oggetti da taglio purché non pericolosi da un punto di vista infettivo. Sono considerati rifiuti sanitari non pericolosi anche alcune parti anatomiche, gli organi e le sacche per il plasma (CER 180102), nonché i farmaci scaduti (CER 180105).
Cosa sono i rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani
I rifiuti sanitari – qualora non pericolosi – sono assimilabili a quelli urbani e soggetti al medesimo trattamento di gestione come per esempio i resti della preparazione dei pasti nelle mense ospedaliere e strutture sanitarie, quindi, tutti i rifiuti derivanti dalla ristorazione nelle strutture sanitarie (ad esclusione di quelli provenienti da pazienti affetti da malattie infettive). Sono rifiuti sanitari assimilati a quelli urbano anche:
- Vetro, carta, cartone, plastica, metalli e imballaggi che si possono comunemente conferire nella raccolta differenziata;
- Spazzatura;
- Indumenti e lenzuola monouso;
- Rifiuti da attività di giardinaggio e manutenzione degli spazi verdi nelle strutture sanitarie;
- Gessi ortopedici e bende, assorbenti igienici, pannolini pediatrici e pannoloni geriatrici, sacche per il plasma e le urine.
I rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo
Si tratta di tutti i rifiuti di ogni genere e grado provenienti dagli ambienti sanitari ad alto rischio infettivo, dove hanno soggiornato degenti in isolamento o con particolari patologie. I contenitori, le sacche, gli assorbenti e quanto altro è stato a contatto con il sangue o gli umori di pazienti infettivi deve essere trattato come rifiuto pericoloso.
Questi rifiuti prima del conferimento in discarica e dello smaltimento devono essere sottoposti ad appropriati trattamenti di sterilizzazione, che consiste nell’abbattimento della carica microbica fino ad un livello di sicurezza (S.A.L. – Sterility Assurance level) non inferiore a 10-6. La sterilizzazione – secondo norme UNI 10384/94, parte I – deve essere effettuata in impianti autorizzati (artt. 208 e 209 del D. Lgs n. 152 del 3 aprile 2006 e successive modifiche). Gli impianti stessi di sterilizzazione devono essere sottoposti a controlli periodici da parte delle autorità competenti; gli impianti di sterilizzazione, oltre ad avere il registro di carico e scarico, devono avere un registro con fogli numerati progressivi in cui riportare il numero di identificazione del ciclo di sterilizzazione, la quantità giornaliera di rifiuti soggetti a sterilizzazione e la data del processo di sterilizzazione. Tra gli obblighi anche l’apposizione sugli imballaggi della dicitura: Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo.