Vietnam: Un folle conflitto

Vietnam: Un folle conflitto

La fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta hanno segnato uno dei periodi più bui dell’intera storia dell’uomo e in particolare degli Stati Uniti d’America. Parliamo del conflitto in Vietnam, una guerra storica che ha coinvolto le coscienze di milioni di persone e che dato l’inizio a numerosi movimenti pacifisti sorti via via in ogni parte del globo. A prescindere dallo schieramento a cui si apparteneva, l’idea che si stesse consumando una inutile e folle tragedie umana era indelebilmente impressa nella mente di tutti quanti, nessuno escluso.

Una folta schiera di cantanti, gruppi musicali, poeti, scrittori e artisti contestarono, ognuno secondo le loro peculiarità, la pazzia omicida dei capi politici mondiali, che si ostinarono a portare avanti un eccidio senza senso anche davanti a barbarie contro innocenti. E così posti incantevoli come la capitale del Vietnam, cioè Hanoi, oppure Saigon o la baia di Ha Long, divennero tristemente famosi nel mondo entrando prepotentemente nelle case dei cittadini di ogni parte del pianeta a causa di ciò che stava accadendo in quella parte della Terra fino a quel momento sconosciuta alla maggioranza delle persone.

Oggi questi posti sono tornati ad essere quello che erano, degli incantevoli paradisi naturali, angoli mozzafiato a livello paesaggistico, ma anche tristi musei di guerra per tutti coloro che con un tour in Vietnam desiderano riscoprire ciò che l’uomo fu in grado di fare da quelle parti.

Da segnalare il fatto che la produzione musicale di quegli anni subì una indubbia impennata di idee, quasi tutte rivolte a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla stoltezza del conflitto Vietnamita, fu così quindi che nacquero così veri e propri capolavori della musica moderna ancora oggi veri e propri must dell’intera discografia di alcuni gruppi musicali, come ad esempio Sound of Silence di Simon and Garfunkel, o Soldier of fortune dei Deep Purple, o addirittura veri e propri artisti che usarono i nomi delle città del Vietnam per dare il nome alla propria band, ne sono un esempio gli Hanoi Rocks del frontman Michel Monroe.

Una pagina della storia sicuramente da cancellare, ma che, come tutti i momenti storici del genere possono insegnare molto a posteriori, sempre che ci sia la volontà di imparare, e si, perché solo così, riflettendo sugli errori passati si possono evitare disastri futuri e solo così si possono porre le basi per un futuro libero da pericolosi interessi politico-finanziari e dove l’interesse prioritario dovrà essere solamente quello del benessere globale dell’uomo e della libertà.