Registrazione dominio e privacy. Cos’è Whois

Registrazione dominio e privacy. Cos’è Whois

L’acquisto di uno spazio sul web comporta una registrazione, la quale viene depositata in un database. Vediamo qual è il processo un po’ più da vicino.

Si chiama Whois, e magari il nome, di per sé volutamente enigmatico, non ti dice niente. È una capiente banca dati in cui confluiscono le numerose anagrafiche dei domini che vengono registrati. Sì, perché la registrazione del domino, come può confermare Giga.it, è uno step obbligato e importantissimo nella costruzione di un sito che si rispetti.
Bisogna passare attraverso il registro o registry, che ha l’esclusiva per la “gestione & manutenzione” di un Country Code Top Level Domain (ccTLD), più spesso denominato “estensione” (.it, per intenderci).

E anche dal registrar, sorta di tramite con il “piano alto” di cui sopra, che s’incarica di controllare i requisiti ed eventualmente accogliere i nuovi arrivati. L’insieme di tali elementi costituisce, appunto, il database di cui stiamo parlando, che deve essere chiaro – nel senso di intelligibile – e accessibile a tutti.

Come funziona

È un aspetto che abbiamo appena specificato, stiamo analizzando uno strumento di pubblica consultazione, che proprio in quanto tale deve risultare continuamente aggiornato.
Collegarcisi non costa nulla e, grazie a dei motori di ricerca dedicati, chiunque può, legittimamente, richiedere delucidazioni e approfondimenti.
Se sei già entrato nel “club”, cioè sei hai già messo su un sito, per verificare basta digitare l’indirizzo http://whois.domaintools.com/ e inserire – quale migliore prova? – il nome del dominio che hai registrato. Vedrai che le generalità – cognome, indirizzo, telefono, e-mail – sono tutte a disposizione. Sempre che tu non abbia deciso altrimenti…

Una questione di privacy

Il principio dal quale deriva questo tool è assai importante. Si tratta, in pratica, di dare un’identità, un “corpo” al detentore dei diritti di un website, soprattutto nel poco auspicabile caso di una condotta riprovevole da parte di chi scrive e pubblica testi.

Naturalmente c’è il rovescio della medaglia: un malintenzionato informatico (leggi: hacker) potrebbe facilmente accedere alle informazioni che ti riguardano, non tanto per “contaminarle” quanto per risalire a qualche dettaglio sensibile. Un’ombra gettata sul sistema in esame che però non ne sminuisce il valore: purtroppo, qualsiasi buona idea o procedura virtuosa può essere sfruttata per scopi sbagliati…

Un esempio “démodé”

In qualsiasi ambito, dall’appartenenza a una categoria alla partecipazione ai social networks, ci sono vari gradi di “timidezza” o “timori” che portano ciascun individuo ad apparire o commentare in misura variabile, a seconda del proprio carattere, del desiderio di condivisione, della riservatezza, della voglia di far parte di una specie di comunità.
Perfino con gli elenchi telefonici era così: chi desiderava rendersi reperibile (per motivi commerciali, pubblicitari, pratici, ecc.) faceva inserire il proprio recapito all’interno del corposo volume; chi invece era geloso della propria privacy non comunicava i suoi dati o chiedeva di essere depennato.

Un ostacolo che può essere aggirato

Ecco, se ritieni per l’appunto di essere troppo esposto in seguito alla registrazione di un dominio, puoi chiedere preventivamente l’anonimato, cioè di non essere rintracciabile su Whois. Infatti si tratta di una possibilità che è stata autorevolmente stabilita dall’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, forse maggiormente conosciuta sotto la sigla ICANN, che, come si può intuire dalla denominazione, gestisce il “traffico” per quel che riguarda i nomi, indirizzi IP (Internet Protocol) e faccende inerenti a questi aspetti.

I vantaggi conseguenti

Lo abbiamo già sottolineato più volte, preservare le informazioni che ti riguardano direttamente ti protegge da attacchi indesiderati o curiosità invadenti.
Tuttavia, attenzione: tutto ciò non vuol dire che se ti saltasse in mente di violare qualche norma informatica non si possa risalire comunque a te tramite apposita segnalazione al provider.
Questo significa, a ogni modo, tutelare la correttezza dei comportamenti sul web, senza intaccare minimamente il diritto di ognuno di non essere rintracciabile in maniera facile e immediata. Quest’ultima scelta si applica grazie a un’opzione messa a disposizione all’atto della registrazione.

Ultime considerazioni

Dipende da te la decisione di essere (subito) visibile o di schermarti. In ogni caso tieni a mente che, se non hai nemici, non hai nulla da temere e che la trasparenza è un elemento importante nella presentazione di un’attività.
D’altronde, è pur vero che la rete è un “luogo” vasto e incontrollabile, con minacce sconosciute che possono materializzarsi dove e quando meno te l’aspetti. Sarà la tua attitudine a prevalere per capire quale via imboccare.

Avevi mai sentito parlare di Whois?