Quali sono i costi per aprire un negozio di ferramenta

Quali sono i costi per aprire un negozio di ferramenta

L’hobby del fai-da-te è sempre più in aumento, anche perché saper risolvere e aggiustare piccole cose in casa permette un risparmio non indifferente nel bilancio familiare, soprattutto per chi vive nelle grandi città: ecco dunque fiorire piccoli e grandi centri commerciali specializzati nella vendita di articoli per ferramenta a Roma come a Milano e un po’ ovunque in Italia dove la febbre del bricolage ha contagiato uomini e donne. Ma conviene avviare il business del fai-da-te? Quale investimento è richiesto per aprire un negozio di ferramenta?

Le prime cose da sapere per aprire un negozio di ferramenta

Se non si ha alcuna esperienza nel settore commerciale è bene informarsi molto bene sul’iter burocratico e sui costi necessari per affrontare le spese di apertura di un negozio di ferramenta.

La prima cosa da fare sarà dunque l’elaborazione di un business plan dettagliato, vale a dire la stesura di un programma sulla gestione e i costi necessari per avviare l’investimento.

Il budget iniziale da preventivare per l’apertura di un negozio di ferramenta è di almeno 30.000 €. Perché? Quali sono i costi “vivi” di partenza?

  • Il locale commerciale. Almeno ché non si è proprietari già di un locale da sfruttare a uso commerciale, sarà opportuno considerare la ricerca di uno spazio superiore ai 60 m2 necessari per la vendita, allestimento, esposizione, magazzino e servizi. Il costo di affitto, allacciamento utenze e reti, allestimento è pari o superiore ai 6.000 €.
  • L’arredamento. Sebbene i negozi di ferramenta siano minimali nell’arredamento, sarà necessario scegliere degli scaffali e degli scomparti per lo spazio espositivo e per il magazzino che siano in grado di mettere ben in vista la varietà di merce e la facilità di catalogazione. Il costo medio per questa tipologia di arredo è di 7.000 €.
  • Dotazione software e hardware. Per gestire bene l’attività sarà necessario dotarsi di una serie di strumenti hardware e di software per i registri, la tenuta dei conti, l’archivio, la gestione dei fornitori e dei clienti. Sono indispensabili, quindi, i registratori di cassa, i computer, le stampanti, il fax e il telefono, il POS per i pagamenti; di conseguenza occorrerà dotarsi anche dei software gestionali. Il costo medio per la dotazione hardware e software è di circa 4.000 €.
  • Pratiche burocratiche. Licenze, autorizzazioni e tutto l’iter burocratico da fare può essere svolto in autonomia, ma il più delle volte è meglio farsi seguire da un commercialista, i cui costi di consulenza si attestano intorno ai 2.000 – 2.500 €.
  • La fornitura della merce. È necessario conoscere un po’ di fornitori prima di avviare l’attività per l’acquisto delle merce da mettere in vendita. A seconda del grado di specializzazione che vi interessa o della tipologia di merce, i costi per la fornitura variano a partire, però, da un minimo di 15.000 €. Più complesse e sofisticate sono le attrezzature in vendita maggiori saranno i costi relativi.
  • Pubblicità e promozione. Si dice che la pubblicità è l’anima del commercio e lo è sempre indipendentemente dalle forme utilizzate (volantinaggio, inserzioni su carta stampata, radio, TV, web, passaparola). Un investimento minimo in pubblicità si attesta intorno a 2.000 €, ma anche questa è una variabile, rispetto al resto dell’investimento.

Conclusioni

A conti fatti, l’investimento di base è di circa 36.000-40.000 € ai quali bisogna aggiungere eventuali costi aggiuntivi relativi al personale impiegato, almeno ché non si decida di gestire in autonomia o in famiglia il proprio negozio di ferramenta. Tutti i costi ipotizzati sono suscettibili di variazioni in base alle dimensioni del locale, all’affitto, alla merce proposta. Un’alternativa sempre valida è l’ipotesi di un’apertura di un negozio di ferramenta in franchising con il vantaggio di essere assistiti e seguiti in ogni fase dell’apertura, nonché essere agevolati nell’allestimento e nella fornitura delle merci.