Il pallone italiano sempre più made in Cina

Il pallone italiano sempre più made in Cina

L'entrata è stata in punta di piedi. Quasi due anni fa infatti una holding cinese, Pingy Shanghai Investment, conclude l'acquista del Pavia, società che all'epoca ed attualmente milita in Lega Pro. A capo dell'operazione c'è Xiadong Zhu che poi diventa anche il presidente della squadra che, al suo primo anno con la nuova proprietà, si qualifica per i playoff ma perdendoli, mentre in questa stagione, nonostante l'ottima rosa allestita, dopo un buon inizio la posizione è di metà classifica. Ci sta provando comunque Zhu a portare il Pavia in Serie B, pagamenti puntuali e acquisti importanti ma questa non è stata una stagione fortunata. Evidentemente oltre la Grande Muraglia amano molto la Lombardia visto che, nel giro delle ultime settimane, ora altre due società lombarde sono nel mirino di Pechino, e questa volta si punta in alto. In occasione della partita tra Inter e Udinese infatti il presidente nerazzurro Erik Thohir è arrivato a Milano assieme ad una delegazione cinese capitanata da Zhang Jidong, capo del gruppo Suning leader del commercio di elettrodomestici. Al termine della partita Zhang è uscito allo scoperto annunciando di essere interessato ad acquistare il 30% delle quote della società, che comunque, perlomeno al momento, rimarrebbe in mano a Thohir. Ora la palla è passata ai tecnici che stanno preparando i dettagli dell'ingresso.

Il calcio cinese è sempre in via di sviluppo e ha portato tanti calciatori a scegliere il campionato cinese attratti dagli alti stipendi offerti dalla compagini cinesi.

Alibaba per il Milan

Se nell'Inter i cinesi entrerebbero con quote di minoranza per il Milan invece ecco il cambio totale di proprietà. Jack Ma, padrone del colosso Evergrande che controlla piattaforme come Alibaba, ha formulato la sua offerta a Silvio Berlusconi  per rilevare l'intero pacchetto societario, una cifra sui 700 milioni più i debiti pregressi. L'accordo è praticamente fatto e lo storico cambio di società si dovrebbe concretizzare in estate. Ormai non ci si sorprende minimamente di questo vento orientale che soffia sul calcio italiano. Il pallone infatti è solo l'ultimo dei campi dove i rampanti imprenditori di Pechino stanno investendo. A Milano infatti c'è una vera e propria Chinatown, a Prato ormai comandano il settore del tessile e nella capitale hanno acquistato molti dei migliori locali Roma, soprattutto all'Esquilino quartiere a ridosso del Centro e della stazione Termini. Il calcio ormai è diventato un business così come qualsiasi altro campo, ora i grandi capitali sono in Asia e questo è solo l'inizio, dovremmo farcene una ragione.