Come si evolverà la professione dell’avvocato?

Pare che l’aumento di figure professionali nel mondo dell’avvocatura sia impressionante. Si parla di circa il 192% negli ultimi decenni. Sintomo di un mercato decisamente saturo e che offre un’altissima competitiva tra i laureati in materia forense.

Si stima all’incirca 4 avvocati ogni mille persone ed in alcune regione come Puglia e Calabria si parla addirittura di 6-7 avvocati ogni mille abitanti. Ed è proprio a causa di questo affollamento nel mercato del lavoro che ci viene da chiedere quale sia il destino dei nuovi ragazzi che intraprendono le facoltà di Giurisprudenza.

 

Quali sono le difficoltà?

 

Se vuoi diventare il miglior avvocato penalista Roma o di qualche altra città, la strada è molto lunga e la competitività è davvero elevata. Per questo motivo sempre più maturandi non scelgono di intraprendere questo percorso formativo. Il primo motivo sono i due anni di tirocinio forense e l’altro motivo è sicuramente di natura statistica: il 26,5% dei laureati, a tre anni dal conseguimento del titolo risulta disoccupato.

Inoltre, la professione forense è ben diversa da come viene interpretata durante la formazione accademica e necessità di una preparazione a 360 gradi in tutti i settori.

 

Come deve essere l’avvocato del “domani”?

 

Gli studi legali devono cominciare a discostarsi dalla tradizione che è perdurata fino ad oggi.

Dovranno stare al passo con i tempi, identificare nuovi profili legali come il responsabile del project management o delle controversie online. Di investire sul know-how giuridico e non solo come servizi di consulenza e stare al passo coi tempi, approfondendo la legal-tech.

In più, le aziende sono più attratte da studenti che hanno esperienza all’estero, per questo prendi in considerazione di spostare per qualche mese in attività di Erasmus oppure svolgere un tirocinio formativo in qualche ufficio legale di qualche azienda all’estero.

 

Il nuovo avvocato deve avere delle Hard Skills che riguardano le competenze in informatica e tecnologie e delle soft skills in ambito relazionale, creativo e innovativo.

 

Mercato saturo ma nel frattempo, le iscrizioni a Giurisprudenza sono dimezzate

 

Secondo le statistiche dell’Anvur, i ragazzi che si immatricolano sono molto e la maggior parte di loro non completa il percorso di studi. Uno dei motivi principali è di sicuro la mole di studio e i salari non proporzionati alle difficoltà del corso di studio che questa professione richiede. Ed un’altra causa di cui si parla poco, è l’enormità del tempo che intercorre tra il conseguimento del titolo e la possibilità di immettersi nel mercato del lavoro.