Andrea Riccardi guarda al presente pensando al futuro

Andrea Riccardi guarda al presente pensando al futuro

Una breve biografia di Andrea Riccardi

Prima di soffermarci sulle parole dette da Andrea Riccardi riguardo al rapporto odierno tra USA ed Europa, è bene sapere anticipatamente che egli è un noto politico e storico italiano, che si è soffermato maggiormente sugli argomenti più attuali. Nella sua importante carriera si è impegnato soprattutto nell'integrazione e nella cooperazione per l'affermazione della pace in vari paesi del mondo: già a diciotto anni infatti fonda a Roma la Comunità di Sant'Egidio, movimento cattolico impegnato nel sociale per migliorare le condizioni di vita delle persone più sofferenti. Per questa sua attività e per le varie azioni che hanno aiutato moltissime persone in giro per il mondo, ad Andrea Riccardi sono stati conferiti premi e onorificenze, grazie ai quali verrà poi scelto come Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione nel governo Monti. Oggi collabora con varie testate giornalistiche italiane e scrive dei principali eventi odierni che ormai fanno parte della quotidianità del popolo italiano e non, come l'immigrazione, le guerre in Medio Oriente, i rapporti tra le nazioni più importanti del mondo. D'altronde essere storici significa anche essere abili a usare il passato per capire il presente e provare a predire il futuro.

Merkel-Trump: un futuro incerto

Dopo gli incontri del G7 e del G20, in cui i paesi più ricchi e potenti del mondo hanno discusso delle problematiche odierne, Andrea Riccardi ha analizzato il rapporto che si è venuto a creare tra Angela Merkel, storica cancelliera tedesca che è ormai abituata a questo tipo di meeting, e il neo-presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, che invece era alle sue prime partecipazioni. Dopo l'importante scelta degli USA di uscire dagli Accordi di Parigi, in cui avevano firmato quasi 200 stati mondiali per iniziare finalmente uno storico cambiamento nel fronte ambientale, la differenza tra Trump e l'Europa (e non solo) si è manifestata sempre di più. Dal punto di vista politico ed economico, le idee fondamentali del Vecchio Continente, più in specifico della Germania, Francia e Italia, si sono rivelate incompatibili con quelle del presidente americano, reduce dalle sconfitte per il travel ban, non accettato dal Congresso statunitense.
Il fondatore della Comunità di Sant'Egidio non si spinge ad appoggiare una linea, ma analizza come entrambe le realtà vadano migliorate. L'immigrazione è oggi un problema reale e assolutamente da risolvere tutti insieme, e l'Europa rischia di perdere la propria credibilità. Ogni stato deve impegnarsi ad aiutare quelle nazioni, come Italia, Spagna e Grecia, che si trovano sul Mediterraneo e sono spesso state lasciate sole a risolvere un evento di tale portata. L'Europa deve ricominciare a essere una potenza mondiale unita e solidale, impegnata a trovare un efficiente modo di approccio tra gli stati che la compongono e gli alleati storici, come gli Stati Uniti, per mostrare come ancora possa essere decisiva.
Infatti il rapporto post-bellico che si è venuto a creare tra Germania e USA oggi viene messo alla prova su due punti importanti: l'impegno tedesco per finanziare le ingenti base americane sul suolo nazionale e il surplus commerciale record della Germania, ampiamente criticato anche dal resto d'Europa. In questi primi incontri internazionali queste due potenze hanno dato soprattutto prova della loro fermezza di idee e della loro diversità politica: il cammino è ancora lungo, anche se il tempo stringe per gran parte delle questioni che sono tenuti a risolvere.