La gestione e la definizione del rifiuto

Lo svolgimento dell’attività edile, prevede un numero di lavorazioni vasto, che si diversifica per mezzi utilizzati, per materiali e tecniche utilizzate.  Di fronte questa modalità gestionale, esistono obblighi precisi a carico di chi produce il rifiuto e del direttore dei lavori: queste figure devono in tutto e per tutto conosce la definizione precisa di rifiuto, la classificazione vigente e il ciclo di vita del rifiuto, dalla produzione fino alla destinazione conclusiva. Cos’è dunque un rifiuto? Secondo la normativa nazionale, Il rifiuto è qualsiasi sostanza o oggetto di cui il detentore si vuole disfare o abbia obbligo di disfarsi. Sulla base di questa definizione, il mud per i rifiuti, la cui compilazione è supportata dall’attività di Novaecologica, è veramente importante per il monitoraggio dei rifiuti all’interno di una qualsiasi realtà produttiva: clicca qui per saperne di più.

La classificazione dei rifiuti

I rifiuti vengono in primo luogo organizzati in base alla loro origine. I rifiuti urbani sono di fatto quelli che provengono direttamente dalle attività domestiche o dai rifiuti che per le loro caratteristiche sono assimilabili all’ambiente della casa. I rifiuti speciali diversamente sono quelli che provengono direttamente dalle attività produttive. In cima alla classifica per origine si trova la classifica legata alla pericolosità. È pericoloso infatti un rifiuto che possiede una o più caratteristiche che si trovano in allegato nella sezione quarta del D.LGS 152/2006. Rispetto alla pericolosità viene in soccorso il catalogo CER, capace di contenre un elenco armonico dei rifiuti. Questi sono definiti in base ad un codice a 6 cifre, caratterizzato da tre coppie di numeri, la prima di questi identifica la categoria generatrice del rifiuto, la seconda il processo di produzione, mentre la terza il rifiuto stesso. 

In alcuni specifici casi, il rifiuto viene classificato con un codice CER speculare, che si ripete due volte ma solo una di queste due ha in successione un asterisco. In questo caso il rifiuto è pericoloso in funzione alle concentrazioni in percentuale.

Riutilizzo e Recupero

Due fasi fondamentali del ciclo di vita del rifiuto, sono quella del riutilizzo e del recupero. Il riutilizzo prevede qualsiasi tipologia di operazione mediante la quale i prodotti o le componenti che non possono essere definiti come rifiuti, sono re-inseriti per la medesima finalità per cui erano stati pensati all’inizio. Essi non sono capaci per cui di un intervento preventivo o di un trattamento. Il recupero invece prevede qualsiasi tipologia di operazione il cui risultato cardine sia quello di consentire ai rifiuti di eseguire un nuovo ruolo utile nella catena produttiva.