260 anni fa nasceva Antonio Canova: la sua scultura, simbolo eterno di bellezza

260 anni fa nasceva Antonio Canova: la sua scultura, simbolo eterno di bellezza

in foto: Amore e Psiche, il capolavoro più famoso di Antonio Canova.

Il 1° novembre del 1757 nasceva, in una piccola cittadina veneta, uno degli scultori più importanti e apprezzati d’Europa. Antonio Canova, considerato da molti erede diretto di quel Fidia che aveva realizzato lo splendore marmoreo del Partenone, fu il maestro indiscusso del Neoclassicismo: le corti reali europee e i grandi signori dell’epoca arrivarono a contendersi i suoi capolavori, oggi esposti nei principali musei del mondo. Nelle sue opere si condensano i fasti dell’antica Roma e la semplicità della scultura greca, mentre i personaggi nati dal suo genio vivono ancora oggi di un fascino unico e immutato: a 260 anni dalla sua nascita, ecco alcune fra le opere più significative di Antonio Canova.

Teseo e la Maddalena Penitente: Roma, Napoli e il successo

Teseo sul Minotauro, Victoria and Albert Museum, Londra.in foto: Teseo sul Minotauro, Victoria and Albert Museum, Londra.

Giunto a Roma a soli ventidue anni, Antonio Canova amava trascorrere le sue giornate vagando per quella città piena di statue, templi e stucchi. Poiché aveva già raggiunto una certa notorietà come artista, pur essendo giovanissimo, gli venne accordato il permesso di visitare i musei Vaticani e frequentò la scuola di nudo dell’Accademia di Francia. Oltre alla capitale, altra esperienza decisiva per l’arte di Canova fu Napoli: l’artista rimase affascinato non soltanto dai fasti dell’antica Pompei, ma lasciò cuore e anima all’interno della Cappella Sansevero, dove il Cristo Velato giace in tutta la sua splendida forma.

Maddalena Penitente, Palazzo Doria–Tursi, Genova.in foto: Maddalena Penitente, Palazzo Doria–Tursi, Genova.

Tutto questo ispirò alcuni fra i primi capolavori di Antonio Canova, come il “Teseo vincente sul Minotauro”, oggi conservato presso il Victoria and Albert Museum di Londra. Semplicità e grandezza diventarono parole d’ordine per l’artista, che nel frattempo stava divenendo famoso anche all’estero come il degno erede di Fidia. Un’altra opera fondamentale in questo primo periodo fu senz’altro la “Maddalena Penitente”: la donna, accasciata in ginoccho su una pietra, soffre e si pente dei suoi peccati. Ma la maestria di Canova non lascia nulla al caso: la sensualità e la bellezza sprigionate dal volto di Maddalena sono incredibili.

Adone e Venere: la semplicità dell’amore

Adone e Venere, Musée din foto: Adone e Venere, Musée d’Art et d’Histoire, Ginevra.

“Se avessi parecchie mani tutte sarebbero impiegate”: verso la fine degli anni Novanta del Settecento Canova era uno degli artisti più richiesti nelle corti di mezza Europa, affascinate dallo splendore di “Amore e Psiche”, suo capolavoro indiscusso. Un’ altra opera grandiosa risalente a questo periodo ma realizzata senza alcuna commissione è quella che raffigura Adone e Venere: la giovane coppia è impegnata nell’ultimo dolcissimo saluto, prima che l’uomo vada incontro al proprio destino di morte. Mito, classicità e semplicità disarmante sono gli elementi di cui Canova ancora una volta si serve per creare l’ennesimo, e non ultimo, capolavoro.

Le Grazie, una bellezza senza tempo

Le Tre Grazie. in foto: Le Tre Grazie.

Il tramonto dell’epoca napoleonica coincise per Canova con il momento più alto della sua produzione artistica. L’eternità della bellezza, caposaldo della sua scultura, è riassunto nel memorabile gruppo delle “Tre Grazie”, opera talmente raffinata e suggestiva da ispirare per fino Ugo Foscolo. Contesa da Giuseppina, prima moglie di Napoleone, e dal duca di Bedford, Canova realizzò due versioni dell’opera: una è conservata all’Ermitage di San Pietroburgo e l’altra al Victoria and Albert Museum di Londra.

L’Endimione dormiente e la morte

Endimione Dormiente, Collezione Devonshire, Chatsworth House.in foto: Endimione Dormiente, Collezione Devonshire, Chatsworth House.

Nel 1823 giunge a Londra l’Endimione dormiente, insieme alla notizia che uno degli scultori più imfluenti e importanti della sua epoca era morto: Antonio Canova muore a Venezia nell’ottobre del 1822, ma riesce a completare una delle sue ultime sculture, commissionata da William Cavendish duca del Devonshire. Il pastore addormentato sulla roccia, il cui corpo liscio e perfetto ricorda quelli dei grandi eroi greci scolpiti da Fidia, suggella la fama dello scultore come il massimo esponente del Neoclassicismo.

Fonte: 260 anni fa nasceva Antonio Canova: la sua scultura, simbolo eterno di bellezza