Ponte di Calatrava a Cosenza come balena bianca spiaggiata

Ponte di Calatrava a Cosenza come balena bianca spiaggiata

Redazione ComunicareITALIA/

E’ stata una idea dell’ex sindaco della Città di Cosenza Giacomo Mancini quella di interporre tra le due Città di Cosenza, la nuova e quella storica, una colossale opera di Santiago Calatrava. Un vezzo, un tocco di modernità immerso in un contesto paesaggistico mozzafiato: quello di una delle Città Storiche più belle d’Italia che al tempo di Giacomo Mancini era vivificata da una politica che puntava sulla sua esposizione culturale e funzionava. In pochi anni, divenne uno dei centri storici più ambìti e popolati da locali e da ogni sorta di eventi culturali.

La visione di Giacomo Mancini si è realizzata, ma oggi la situazione è diversa. La Città Storica, all’epoca miraggio di molti, è stata abbandonata al degrado dalle successive amministrazioni. L’attuale, ha puntato tutto sul nuovo, addossandosi una colpa grave: una volta sgomberati i campi Rom da famiglie che sono state abbondantemente pagate con fondi pubblici, perché abbandonassero il territorio riprendendo il loro cammino, esse, non solo hanno intascato i danari, ma sono andati ad occupare una parte importante della Città storica, procurando in essa il vuoto strategico della sicurezza che oggi la caratterizza, rendendola molto meno attrattiva per qualsiasi investimento duraturo.

Samuel Beckitts Bridge – Opera di Santiago Calatrava

Qualche novità potrebbe arrivare dai “progetti proposti per la strategia urbana Cosenza – Rende”, che prevedono una serie di investimenti importanti in termini economici. Con la scomparsa dell’ex Sindaco, il degrado della Città Storica di Cosenza è stato soprattutto culturale e il ponte appena inaugurato, non solo è orfano della vivacità culturale della Città Storica che le fa da sfondo ma, ironia vuole, anche di acqua.

Puente del la Mujer

Puente del la Mujer – Opera di Santiago Calatrava

Nell’immaginario collettivo, le opere di Calatrava sovrastano grandi portati di acqua. Basta immaginare il “Ponte della Costituzione” di Venezia, il “Ponte dell’Alamillo” che scavalca il fiume Guadalquivir in Spagna,  il “Puente de la Mujer” di Buonos Aires, o il “ponte di Samuel Beckett Bridge” di Dublino. Quello di Cosenza, se pur tra le più belle opere dell’archistar Calatrava, visto nel complesso, sembra non avere senso, in quel luogo che oggi, attesa la mole del Ponte, è condannato ad unire due lembi di Città già serviti da due ponti a distanza di poche decine di metri e a sovrastare non 8 corsie di autostrada o giganteschi portati di acqua, ma un fiume dalle modeste portate.

Puente del la Mujer - Opera di Santiago Calatrava

Puente del la Mujer – Opera di Santiago Calatrava

Così, per mettere una toppa, l’Amministrazione attualmente al Governo ed il Sindaco Mario Occhiuto, hanno deciso di creare sotto al ponte una bella vasca di tre o quattrocento metri, per dare un minimo di dignità visuale al gigante che al momento, appare come una grande balena bianca spiaggiata. Il tutto, a poche decine di metri dalla congiunzione tra Crati e Busento, ove la tradizione vuole sia sepolto il tesoro di Alarico che, speriamo, emerga dagli scavi che almeno potranno avere un senso.

Samuel Beckitts Bridge - Opera di Santiago Calatrava

Samuel Beckitts Bridge – Opera di Santiago Calatrava

Il dovere giustificare il ponte di Calatrava, con la realizzazione immediata di uno specchio di acqua sottostante, è la prova che l’Amministrazione comunale di Cosenza si è resa conto che questo bellissimo ponte, è stato posto nel luogo sbagliato e che ogni scatto fotografico che riprende la realtà, è una pessima pubblicità alla Città di Cosenza. Le immagini, infatti, fuori da Facebook, navigano in rete e la gente giudica ciò che vede.

Cosenza, il Ponte di Calatrava al tempo della sua costruzione

Cosenza, il Ponte di Calatrava al tempo della sua costruzione

Dalla bella visuale del Ponte dipende anche il successo della propaganda politica. Infatti, la fierezza con la quale si ergono stazza e personalità architettonica del ponte, mostrano, al confronto con il contesto, non tanto la povertà e i sacrifici della piccola imprenditoria della realtà circostante, ma la miseria politica di chi, ora, deve far digerire ai cittadini la GRANDE GIUSTIFICAZIONE e ulteriori spese, sostenendo la campagna di pubblicità che promuove l’idea di benessere, sport, navigabilità, parco acquatico o altro. La realtà, unica e sola, è che manca acqua sotto al ponte. Possiamo dire che oltre alle barchette, questo specchio di acqua che arriverà, ha già tante “papere”.

Fonte: Ponte di Calatrava a Cosenza come balena bianca spiaggiata

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